Ognuno di noi penso abbia un proprio gruppo speciale. Intendo quella band che magari non oseresti mai dichiarare tra le tre preferite, che non ti puoi permettere di esibire nelle discussioni indie-snob, né magnificare in un post senza incorrere in pesanti penalizzazioni in termini di punti-scena. Che tu stesso riconosci come anni luce meno qualitativa di decine di altre.
E che pure in qualche modo, forse perché ti ricordi la prima volta che li hai ascoltati, e quella sensazione chiarissima di qualcosa che già ti sembrava di avere in pancia, qualcosa che stavi aspettando, forse perché ogni loro disco ha contrassegnato un periodo della tua vita, e le canzoni ti sono rimaste appiccicate addosso come i ricordi, forse perché sono quelle stesse canzoni che ti sorprendi a cantare a squarciagola come nessun altra, non puoi fare a meno di riconoscere come qualcosa di speciale.
Nel mio caso questo gruppo sono gli Idlewild. Adesso è uscito il disco solista di Roddy Woomble, che grazie al cielo non prelude ad uno scioglimento ma ad un nuovo album già in fase di realizzazione. Ed è un disco carino, con qualche pezzo non troppo significativo ma un pugno di grandi canzoni. Vabè che lo riconosco, con quella voce lì e quel suo modo di appoggiare le melodie, potrebbe cantare anche i ritornelli di Vasco Rossi e io sarei qui a strapparmi i capelli. Ma ce n’è una, si chiama My Secret Is My Silence. Mi fa letteralmente impazzire.


