"Vi ho osservato oggi e siete meravigliosi. Siete stati qui per tre giorni interi, avete sopportato la pioggia, ma non avete smesso di vedere concerti, e ora i vostri volti sembrano sereni e in salute. Immagino che tra paio di giorni sarete di nuovo al lavoro, di ritorno nei vostri uffici, vi dico solo di prendervela con calma, godervi tutto questo".
Questo grossomodo quello che ci ha detto Stuart Murdoch nel concerto che ha chiuso i miei tre giorni a pukkelpop (i daft punk non contano, dai).
Cos'altro si può aggiungere su un festival in cui il programma del primo e dell'ultimo giorno è chiuso dai tuoi due gruppi della vita, e in mezzo le bands viste sono 52, secondo le regole ufficiali stabilite insieme agli altri due insostituibili deficienti che hanno condiviso queste giornate con me?
Uno dei motivi che mi ha portato a pukkelpop è stato quello di togliersi un dente.
Il piccolo problema adesso è che ho già voglia di rifarlo.


