martedì, 31 maggio 2005

 

Stamattina ho messo sul piatto per la prima volta il nuovo degli weezer. E' semplicemente incredibile. Sentendo (al primo ascolto) perfect situation ho sentito gli occhi che si inumidivano.

postato da: NicVancouver alle ore 09:20 | Permalink | commenti (14)
categoria:
venerdì, 27 maggio 2005

 

 

Due anni fa di questi tempi, maggio 2003, per qualche stupido motivo non ero tra il pubblico di un concerto al quale in seguito mi sono spesso sorpreso a pensare.

 

Dopo avere ascoltato ancora una volta quel pugno di canzoni che gli scisma hanno lasciato ai pochi/tanti che li hanno amati, mi è venuta voglia di scrivere questo post, pur sapendo che non avrei trovato le parole giuste. Soprattutto non volendo scrivere le cose più vere e ovvie, ma meno indicate per raccontare e capire. Cioè quanto questo gruppo sia stato spaventosamente seminale e al contempo  così intimo e vicino, di quanto la loro avventura luminosa, piccola e sfortunata sia rimasta nel cuore di un non quantificato numero di persone.

 

Forse solo  rimettendo sul piatto armstrong e affogando nei ricordi, magari di quella serata al vox in apertura di un altro gruppo all'ultima danza (anche se per nessuno dei due ancora sapevamo),  un altro gruppo non esattamente in posizione defilata nella classifica delle cose che abbiamo più care.

 

E' per questa e per tutta un'altra serie di indicibili motivi che quando nel giugno dell'anno scorso, dal palco del festival di Leno, Paolo Benvegnù ha pronunciato quelle parole ("Saluto i miei piccoli amici di un gruppo minore degli anni '90") prima di attaccare con i primi accordi di rosemary plexiglas, tra il pubblico erano almeno due i cuori che si sono liquefatti dall'emozione.

 

postato da: NicVancouver alle ore 00:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 13 maggio 2005

 

Solo per ricordare a chi legge che stasera al Calamita di Cavriago non suonano i Vancouver ma è come se suonassero, visti gli anni di amicizia e progetti e cazzate vissute insieme che ci legano ai due gruppi impegnati: pecksniff e isabel at sunset.

 

Che poi qualcuno tiri il bidone è un altro discorso che ritengo opportuno tralasciare in questa sede. 8)

postato da: NicVancouver alle ore 09:27 | Permalink | commenti (5)
categoria:
giovedì, 05 maggio 2005

 

 

Era l'autunno inoltrato del 2003 quando mi capitò per mano questo disco che si chiamava down the river of golden dreams. E improvvisamente venni travolto da un amore incondizionato per queste canzoni, così belle da non sembrare vere, tanto che in alcune serate sentendole in auto e cantandole a squarciagola travolto dall'emozione mi parevano assurgere a delirante prova ontologica dell'esistenza di Dio. E tutto sommato il delirio continua, in nessun modo scalfito dagli ascolti ripetuti allo sfinimento e a distanza di mesi.

 

Fin da allora ho sempre in qualche modo pensato che nemmeno coloro che queste canzoni avevano fatto uscire non so bene da dove, avrebbero saputo ripetere un simile capolavoro. Qualcosa di così bello non poteva che essere unico. L'uscita di un ep qualche mese fa mi aveva portato a temere scenari ben peggiori, per il futuro di un gruppo che già così presto mi sembrava irriconoscibile.

 

Ora è uscito Black Sheep Boy. E per fortuna è un bel disco. Con tutti gli ingredienti che rendevano mostruosamente emozionante down the river of golden dreams. Rhodes e wurlitzer, accordi di chitarra appena accarezzati, i crescendo rochi ed emozionali della voce, i finali orchestrali che grondano melassa. Ma le canzoni, le canzoni no, non non sono la stessa cosa. Non mancano i gioelli (black, song of our so called friend), ma gli accordi, le melodie, la scrittura sembrano meno ispirati. Una lezione da ricordare quando si è portati a pensare che basta l'arrangiamento giusto, il mood, la freschezza dei suoni, per fare grande una canzone. Senza la scrittura non si fanno i buoni dischi (e questo lo è), figuriamoci i capolavori.

 

postato da: NicVancouver alle ore 23:40 | Permalink | commenti (14)
categoria: